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Note storiche - BC
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2005-08-17 14:40:55
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Biblioteca Centrale, Tolentini

La Biblioteca viene istituita nel 1926, contestualmente alla fondazione ufficiale dell'Istituto, con l'originaria denominazione di Biblioteca del Regio Istituto Superiore di Architettura di Venezia.
L'acquisizione dei primi fondi librari risale all'anno successivo (1927).
Nello Statuto, approvato con Regio Decreto nel 1936, l'Istituto Superiore viene ufficialmente denominato Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e, a partire da tale data, viene modificata anche la denominazione ufficiale della Biblioteca.
In quegli anni, accanto ai fondi librari della Biblioteca, si formano alcune raccolte legate alla esistenza di singole cattedre di insegnamento. Nascono così biblioteche di piccole dimensioni afferenti a determinati Istituti e, relativamente a questi, così denominate: Biblioteca dell'Istituto di Composizione architettonica, Biblioteca dell'Istituto di Restauro, Biblioteca dell'Istituto di Storia dell'architettura, etc.
Verso la fine degli anni '70, per ovviare alla parcellizzazione del patrimonio, si procede alla centralizzazione di tutti i fondi librari verso la maggiore Biblioteca dello IUAV che, nel 1977, viene ufficialmente denominata Biblioteca Centrale.
Dal 1981, con l'attivazione dei primi dipartimenti, parte degli stessi fondi librari, centralizzati in precedenza, viene stornata verso i Dipartimenti per la costituzione delle prime biblioteche dipartimentali.
Nel 1989 la Biblioteca Centrale realizza l'ampliamento e la sistemazione degli spazi, il rinnovo degli arredi e intraprende il Progetto di riorganizzazione dei servizi.
Dal 1991 la Biblioteca Centrale e le altre biblioteche d'Ateneo, fanno parte della rete cooperativa del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) tramite il Polo Veneziano SBN cui afferiscono le maggiori biblioteche cittadine.
Nell'ambito di tale progetto è stato, in pochi anni, effettuato il recupero retrospettivo, in ambiente automatizzato, di tutto il patrimonio bibliografico pregresso.
In seguito alla disattivazione del Dipartimento di Scienza e Tecnica del Restauro, avvenuta nel 1995, il patrimonio librario della relativa biblioteca (circa 2.000 voll.) è stato trasferito in Biblioteca Centrale per essere successivamente trattato e reso disponibile all'utenza.
Analogamente si è proceduto, nel1o stesso anno, per i volumi del Laboratorio di Scienza delle Costruzioni.
Negli anni 1996-2000 è stato realizzato un ulteriore ampliamento degli spazi con l'acquisizione, in tempi diversi, delle ex Aule C2 e C3 per l'allestimento di una nuova sala di consultazione riservata.
In epoca recente la Biblioteca ha promosso l'acquisizione di fondi bibliografici privati di particolare interesse storico-disciplinare: nel 1998 è avvenuta la donazione Paolo Sardi (biblioteca architetto Giovanni Sardi); nel 2000 è avvenuto l'acquisto del Fondo Palazzoli (biblioteca della prof. Daniela Palazzoli, studiosa di fotografia).

Notizie sulla sede

Il Convento dei Tolentini (o di San Nicolò da Tolentino) risale all'anno 1591 ed è stato edificato su progetto dell'architetto Vincenzo Scamozzi.
Il complesso edilizio si trova in prossimità di Piazzale Roma e comprende il convento della chiesa omonima e alcune aree confinanti, come l’ingresso, la casetta ex Palma (acquistata nel 1968 e restaurata nel 1977 dall’ufficio tecnico dello IUAV) e un padiglione costruito nel 1962 dal genio civile.
Il progetto complessivo della chiesa e del convento si deve a Vincenzo Scamozzi, che lavorò per i committenti padri Teatini fino al 1599; il complesso fu poi portato a termine (1602) dagli stessi Teatini.
Il convento è tipologicamente riconoscibile dagli elementi che lo compongono: chiostro con porticato su pilastri, celle su tre lati del primo piano, refettorio posto al margine del chiostro. Il secondo piano ha spazi di più ampio respiro e un raro esempio di percorso aereo cinquecentesco, forse ideato dallo Scamozzi.
Il convento fu chiuso per leggi napoleoniche nel 1810, e da allora conobbe svariati usi: caserma per tutto l’Ottocento, distretto militare dopo la prima guerra mondiale, contenitore ad uso del conte Volpi durante il periodo fascista.
Nel 1952 alloggiò gli alluvionati del Polesine. Nel 1958 il demanio dello stato, proprietario dell’ex convento, mise a disposizione dello IUAV l’immobile e avviò alcuni lavori (ad opera del genio civile). Le opere di ristrutturazione dell’intero complesso si svolsero tra il 1960 e il 1965, con il progetto e la direzione dei lavori degli architetti Daniele Calabi e Guido Bacci.
Nel 1985 l’area dell’ingresso, acquisita per cessione gratuita nel 1979, fu trasformata, su un progetto di massima di Carlo Scarpa, con la direzione dei lavori dell’architetto Sergio Los e il calcolo strutturale dell’ingegner Carlo Maschietto.

Vincitore 2007 Premio Möbius Multimedia Lugano

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